HEALING PLACE / UNA TESI DI LAUREA PER RILANCIARE VALLOMBROSA E SALTINO

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Copertina del volumetto in cui è stata riassunta la tesi di laurea

Pubblichiamo di seguito alcuni estratti, insieme a qualche immagine e a un video, di una tesi di laurea ultimata e discussa nell’anno accademico 2019-2020 presso l’Università di Firenze, nell’ambito dell’ICAD (International Course on Architectural Design), incentrata sull’elaborazione di una proposta progettuale mirante a rilanciare le località turistiche di Vallombrosa e Saltino, invero cadute alquanto in disgrazia negli ultimi tempi.

I giovani autori della tesi, intitolata Healing Place (un luogo curante), sono Claudio Cassinelli e Fabio Cortesi, i quali hanno avuto come relatore il professor Giuseppe Ridolfi.

Al di là del giudizio esprimibile sull’esito del lavoro compiuto, il motivo che ci induce a rendere nota la tesi, anche mediante questo sito, consiste nel meritorio tentativo che in essa traspare di elevare la qualità progettuale delle singole proposte, entro un disegno complessivo coerente e attento alle specificità ambientali, della qual cosa si avverte da tempo in loco un bisogno urgente e drammatico.

Un contributo quindi fattivo e incoraggiante per continuare a coltivare le speranze di ripresa dell’area di Vallombrosa, che resta un paradiso di foreste, spiritualità, pregevoli testimonianze storico-artistiche.  (EMas)


 

« Il progetto si colloca nella Provincia di Firenze, in Comune di Reggello, nella nota località conosciuta col nome di Vallombrosa.  Considerata da sempre meta turistica per i fiorentini, Vallombrosa è rinomata per la sua abbazia e la sua foresta, oltre che per la sua storia millenaria.

Il popolamento del luogo inizia nel 1039 circa, con la fondazione di una comunità da parte di Giovanni Gualberto, che sarà in seguito proclamato santo. Crescendo nei secoli, la comunità divenne una confraternita di monaci, chiamati vallombrosani, i quali col loro impegno plasmarono il territorio con la piantumazione di foreste e l’edificazione dell’imponente abbazia, che hanno reso questo luogo di grande importanza ambientale e spirituale.

Antonio Cioci (pittore e intagliatore fiorentino), Veduta del monastero di Vallombrosa, 1750. Da https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900101002

Artisti quali Ludovico Ariosto e John Milton hanno citato Vallombrosa nelle loro opere più famose, rendendola attrattiva per letterati e artisti nelle epoche successive. Fino ad arrivare ai primi del ‘900, quando durante la Belle Époque gli aristocratici del centro Italia individuarono questo luogo come elitaria meta di villeggiatura.  Da qui lo sviluppo di Saltino, quale abitato satellite di Vallombrosa, luogo di strutture ricettive e ville nel tipico stile dell’epoca, ai tempi raggiungibile attraverso l’ormai dismesso trenino a cremagliera.

A seguito dell’enorme sviluppo dei mezzi di trasporto, con la possibilità di raggiungere anche i luoghi più remoti in poco tempo e a prezzi sempre più competitivi, Vallombrosa e il Saltino iniziarono ad essere messi nell’ombra da un turismo sempre più frenetico.

Collage di fotografie del passato di Vallombrosa e Saltino

L’attuale stato di “abbandono” ha avuto delle ripercussioni economiche e sociali, con una visibile afflizione del luogo da parte degli abitanti locali e inevitabili conseguenze sulle condizioni del patrimonio culturale-architettonico.

Gli intenti del nostro progetto, alla luce delle analisi compiute, sono stati fin da subito quelli di dare uno slancio di “rinascita” in modo da sviluppare e valorizzare le caratteristiche intrinseche del territorio, con una particolare denotazione sotto il profilo del benessere psico-fisico che potesse rappresentare un volano economico per le strutture ricettive esistenti.

Masterplan del progetto

Abbiamo pensato quindi a una riqualificazione sinergica del territorio, ipotizzando la sostituzione o il riuso di edifici attualmente in abbandono, insieme alla creazione di nuove opere atte a migliorare la fruibilità dei luoghi.

Lo sviluppo di un turismo più sostenibile e “lento” prevede che la fruizione dell’area avvenga mediante il camminamento, la bicicletta, il trekking, etc. Da qui la necessità di collegare i due poli di Vallombrosa e Saltino attraverso la realizzazione di un nuovo collegamento ciclo-pedonale sviluppato parallelamente alla strada carrabile esistente.  Il percorso, oltre a svolgere la funzione di collegamento, si addentra progressivamente nelle abetine limitrofe, consentendo al visitatore un’immersione più genuina nella natura dei luoghi.

Disegni della passerella panoramica che costituisce un episodio di arricchimento morfologico del percorso pedonale che collega Vallombrosa al Saltino

All’interno di questo percorso è stato pensato l’inserimento di una passerella panoramica situata nei pressi dell’area in cui nel 2015 una tempesta ha abbattuto circa 20 mila alberi. La passerella ha l’intento di integrarsi con il futuro sviluppo della foresta, il quale trasformerà di anno in anno la percezione del fruitore, portandolo da una condizione “sopraelevata” a una “immersa” nella natura.

Render della passerella panoramica
Render della passerella panoramica che illustra, da sinistra a destra, la situazione attuale, la situazione attuale con l’inserimento della passerella e la situazione futura con gli alberi che saranno cresciuti e avranno assorbito la passerella nella metamorfosi forestale

Un altra area interessata dal progetto è la zona della comunità di Don Silvano, abbandonata da oltre 20 anni.  Si tratta di una zona di notevole interesse, che si trova circa a metà strada tra il Saltino e Vallombrosa. Le caratteristiche morfologiche e la presenza di opere edilizie già esistenti, anche se in completo stato di abbandono, rendono l’area adatta a nuovi interventi. Lo stato di fatto del luogo si compone di otto volumi, totalmente distrutti dal tempo, dall’incuria e da crolli degli alberi circostanti.  L’intero villaggio è immerso nella foresta e il dislivello rispetto alla strada principale ci fa sentire totalmente immersi nella natura. L’area è da noi considerata strategicamente importante per una potenziale riqualificazione.

Render della spa nell’area ove sorgeva il demolito villaggio della Madonnina del Grappa

Il nuovo intervento previsto dal nostro progetto è un volano economico per tutta l’area di Saltino-Vallombrosa. Partendo dalle caratteristiche intrinseche del luogo, la funzione più in sintonia con la nostra visione futura dell’area è il centro benessere. L’intento finale è quello di attirare turisti in cerca di pace, natura, aria fresca e benessere psico-fisico.

La nuova funzione porterà anche un nuovo flusso turistico più costante e duraturo durante tutto l’anno solare, e con loro sarà possibile riattivare i servizi già esistenti a Saltino ma attualmente “dormienti” ».

Claudio Cassinelli e Fabio Cortesi – Febbraio 2022

 

HEALING PLACE, un luogo che cura
“Sviluppo territoriale e valorizzazione di Saltino/Vallombrosa”
Tesi Magistrale di Claudio Cassinelli e Fabio Cortesi, relatore prof. Giuseppe Ridolfi, A.A. 2019-2020

 

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