POSA SCULTOREA DA SELFIE (BEN PRIMA DELL’USO DEL SELFIE)

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emasphotos 29/04/2024

Emilio Greco (Catania 1913 – Roma 1995)
Memoria dell’estate
Scultura donata dal maestro alla città di Tarquinia nel ricordo di Vincenzo Cardarelli (Tarquinia 1887 – 1959 Roma)
Tarquinia 13 ottobre 1990

[Didascalia leggibile nella targa affissa al piedistallo]

Emilio Greco – Fonderia d’arte M. del Chiaro Pietrasanta Italy

[Scritta leggibile alla base dell’opera]

 


La statua in bronzo raffigura una fanciulla nuda, il cui flessuoso corpo si libra con grazia torsionale nello spazio circostante (quasi alla maniera di Giambologna), evocando l’estasi delle calde stagioni estive.

Come si apprende dall’archivio web di Emilio Greco, la creazione dell’opera originaria è datata al 1979, e oltre alla copia di cui trattasi, posta nel centro urbano di Tarquinia (Lazio), ne furono realizzate non meno di altre due, di cui una collocata in Terezin (attuale Cechia), pensata come monumento ai caduti, e l’altra in un viale alberato di Sendai (Giappone).

emasphotos 29/04/2024

La scultura è di notevole pregio, specie per l’insolita conformazione data al corpo della figura stante, che ha le braccia slanciate dietro la testa e il busto rivolto nel verso opposto a quello delle gambe. In una posa che appare forzata e irrealistica, ma che nella placida espressione della giovane donna sembra naturale.

In effetti, ciò che rende molto attrattiva la scultura è il suo strabiliante dinamismo plastico, che parrebbe anticipare, quando ancora non esisteva il selfie (inteso come autoritratto eseguito con la fotocamera del telefono mobile), la ben nota posa da selfie, specie femminile, di chi vuole mostrare al contempo il viso e le fattezze posteriori del corpo, non temendo di sfidare le leggi della gravità e dell’equilibrio posturale, in modo quasi contorsionistico.

pinzyphotos 29/04/2024

Potremmo quindi dire che un pregio ex post della scultura di Emilio Greco, vista da dietro, risiede nella curiosa posa da selfie (involontaria) conferita alla giovane donna, molto tempo prima che il selfie spopolasse a livello mondiale come forma di autoritratto fotografico per eccellenza, specie nel mondo squinziesco.

La scultura di Emilio Greco nello spazio urbano di Tarquinia ento il quale è collocata. Da: Google Street View – ottobre 2022 

E’ quindi un peccato, anche in questo caso, che la statua risenta a mio avviso d’una collocazione poco elogiabile (qual’è lo slargo sul marciapiede di Corso Vittorio Emanuele, accanto a Palazzo Vitelleschi). Che non la preserva da alcune interferenze visive (come le finestre di un edificio restrostante, la fioriera o le panchine messe un po’ alla “viva il parroco”), le quali disturbano l’ottimale fruizione ambientale del suo pregio estetico, che richiede ovviamente la visione tridimensionale da varie angolazioni.

Non c’è niente da fare. In Italia non si è mai affermata diffusamente la cultura del saper collocare, come si deve, le opere d’arte negli ambienti urbani.

EMas (Emanuele Masiello) – 5 maggio 2024


Emilio Greco, Memoria d’Estate (scultura proposta come monumento ai caduti per la città di Terezin, in Repubblica Ceca). Da: https://www.delchiaro.com/opera-it.php?id=535

 

Emilio Greco, Memoria d’Estate (monumento ai caduti per la città di Terezin, in Repubblica Ceca). Da: https://www.wikidata.org/wiki/Q78794399

 

Emilio Greco, Memoria d’Estate, scultura posta in un giardino pubblico di Sendai, Giappone. Da: https://visitmiyagi.com/articles/jozenji-dori-avenue/

 

 

 

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