PUBBLICHIAMO ANCHE IN QUESTO SITO, CON LIEVI MODIFICHE AL TESTO E ALCUNE FOTOGRAFIE IN PIÙ (TUTTE COMUNQUE DATATE AL 2010-2012), QUANTO GIA PUBBLICATO DA EMAS NEL PERIODICO “PÈGASO” (ANNO XXXIX, n. 195, MAGGIO-AGOSTO 2016), COL TITOLO FLORENCE INVOLUNTARY STREET ART, OSSIA ARTE INVOLONTARIA SUI MURI DELLE STRADE DI FIRENZE
Oltre 10 anni fa circa, il sindaco di Firenze pro-tempore promosse una strenua battaglia contro gli “imbrattatori” dei muri cittadini (ovvero i “graffitari”), decidendo di avvalersi degli “Angeli del Bello” (sic!), fondati poco prima su base volontaria al fine di promuovere il decoro urbano.
Che gli “imbrattatori” fossero (e siano) da considerarsi dei meri sfregiatori del pubblico decoro, è però alquanto discutibile. Non mancò infatti chi ritenne (e ritiene ancor oggi) che la penosa condizione di degrado in cui giacciono molti spazi pubblici fiorentini, per altri svariati motivi, sia molto più grave delle vistose espressioni pittoriche (solitamente giovanili), che sogliono ascriversi alla ubiquitaria Street Art occidentale.
Ciononostante, gli “Angeli del Bello” si dedicarono con entusiasmo alla missione di occultare gli “imbratti” campeggianti sui muri di tante piazze e strade cittadine. Seppure venisse spontaneo dubitare che le sovrapitture degli “Angeli del Bello”, peraltro quasi sempre sovra(ri)pitturate dai beffardi graffitari, fossero da considerarsi delle soluzioni esteticamente gradevoli ed efficaci, o non piuttosto dei rimedi peggiori dei “mali” (pittorici) da celare. Dovendo limitarsi a coprire le sole “brutture”, e spesso non disponendo dei tantissimi colori usati per dipingere gli intonaci degli edifici, essi finirono infatti, paradossalmente, per creare talvolta delle “toppe” ancor più vistose, cromaticamente, dei sottostanti disegni ritenuti “obbrobriosi”.
Cosicché, i plauditi contrastatori del biasimato degrado, armati di rulli e pennellesse, divennero, pur senza volerlo, tra i principali protagonisti del recente mutamento d’aspetto della scena cittadina. Che si arricchì di innumerevoli episodi pittorici, evocanti le opere di vari celebri artisti contemporanei – quali Franz Kline, Mark Rothko, Barnett Newman e altri – i quali, nell’ambito dell’Espressionismo Astratto e non solo, dettero vita alla notissima stagione dei Colored Fields, silenti ed enigmatici, miranti a porre l’accento sull’essenza della comunicazione visiva.
Ancora oggi, riesce quindi difficile stabilire se sia meglio lasciare in vista i detestati “imbratti” murali, che comunque esprimono una latente e ribelle volontà d’arte, o non sia piuttosto preferibile assecondarne la copritura e il nascondimento, assistendo compiaciuti al fiorire di un’inedita Florence Involuntary Street Art che vivacizza le passeggiate cittadine, rivelando le molteplici ripicche di una contesa autoriale che si perpetua mediante stratificazioni e palinsesti che comunque traspaiono.
Le opere fotografiche di questo post, risalenti agli anni 2010-2012 e cioè a quando fui attratto dal fenomeno delle toppe pittoriche che mi parvero echeggiare i “colored fields”, sono un semplice resoconto di ciò che accadde, e continua ad accadere da diversi anni, sui muri di Firenze.
EMas (Emanuele Masiello) – Settembre 2016, Rev. – Ottobre 2020, Rev. Gennaio 2026
Via Laura 2011
Via della Colonna 2011
Via della Colonna 2011
Borgo Pinti 2011
Via Giuseppe Giusti 2012
Via Giuseppe Giusti 2012
Via Giuseppe Giusti 2012
Via dei Fibbiai 2012
Via dei Fibbiai 2012
Via dei Fibbiai 2012
Via Pier Antonio Micheli 2011





















